Collaborazioni

Seminari di studi storico-cartografici Dalla mappa al GIS

Dal 2007 il Laboratorio, in collaborazione con il Centro italiano per gli studi storico-geografici ha curato la pubblicazione degli Atti dei Seminari di studi storico-cartografici “Dalla mappa al GIS”, confluita nel 2016 nella collana omonima del marchio editoriale “Labgeo Caraci”.

 

Manuali didattici

135 tra schede biografiche, carte degli itinerari, illustrazioni per il CD-Rom allegato al volume di Ilaria Luzzana Caraci, Al di là di Altrove. Storia della geografia e delle esplorazioni (Milano, Mursia, 2009).

Disciplina intessuta di miti e leggende capaci di spingere gli uomini di ogni tempo ad audaci imprese esplorative, la storia delle esplorazioni studia il progressivo percorso di conoscenza della Terra da parte dell’uomo, la sua continua tensione alla ricerca dell’Altrove sconosciuto.

Questo libro fornisce un quadro chiaro e sintetico delle tappe fondamentali del processo di apprendimento, e rappresenta un agile sussidio per l’insegnamento grazie alle due parti, tra loro complementari, di cui si compone:

–   il testo tradizionale, con riferimenti a tempi e luoghi (necessari, ma che rendono faticosa la lettura) ridotti al minimo, così che il libro sia accessibile ai non specialisti;

–   il CD, che contiene i materiali di approfondimento (schede biografiche, carte degli itinerari, illustrazioni, indici, rinvii interni e bibliografia; 135 schede di approfondimento a cura di Annalisa D’Ascenzo e Carla Masetti).

La storia delle esplorazioni è anche la storia della nostra cultura. Che per secoli si è alimentata di conoscenze proprio attraverso le scoperte geografiche: una disciplina fondamentale per comprendere la complessità del mondo che ci circonda.

 

Atlanti tematici

  1. Cartografia e le elaborazioni grafiche e cartografiche per l’Atlante geostorico di Rodi. Territorialità, attori, pratiche e rappresentazioni (1912-1947). Per una geografia del colonialismo italiano, a cura di Marcella Arca Petrucci (Roma, Gangemi, 2011).

L’Atlante si interroga sulla geografia del colonialismo italiano nell’isola di Rodi, tra il 1912 e il 1947. La ragione di questa scelta risiede nell’attenzione ancora esigua riservata alla ricostruzione storica e all’interpretazione teorico-metodologica dei processi territoriali nelle «Isole Italiane dell’Egeo». In realtà oggi, l’analisi delle dissimmetrie non può fare a meno di riconoscere la centralità del territorio, in quanto entità mediatrice nei rapporti tra società diverse e in quanto condizione spesso essenziale per il dispiegamento di strategie e per il conseguimento di obiettivi socialmente rilevanti. Ma soprattutto, le ragioni di questo studio risiedono nelle modalità con cui si è costruito e strutturato il territorio coloniale in Egeo, modalità che consentono di sperimentare una lettura capace di spezzare l’idea dell’attore italiano come soggetto unico avente un ruolo storico attivo e di una società basica passiva e sostanzialmente unitaria. La territorializzazione egea mette in evidenza il ruolo territoriale dei soggetti locali e la loro diversa capacità/possibilità di disegnare, di fronte all’egemonia dei colonizzatori, portatori di una razionalità esogena, una geografia della risposta che deriva dall’interazione costante tra tradizione e apporto esterno, tra libera scelta e obbligo, tra chiusura identitaria e apertura esterna.

 

2. Cartografia e le elaborazioni grafiche e cartografiche per l’Atlante storico dell’Italia rivoluzionaria e napoleonica, Maria Pia Donato, David Armando, Massimo Cattaneo, Jean-François Chauvard (a cura di), Collection de l’École française de Rome, Rome, École française de Rome, 2013.

La storiografia sull’Italia repubblicana e napoleonica è vasta e in continuo rinnovamento, ma mancava finora un suo inquadramento complessivo in forma di atlante. L’Atlante storico dell’Italia rivoluzionaria e napoleonica, frutto del lavoro di una ventina di studiosi, tra storici, geografi e cartografi appartenenti a diverse istituzioni italiane e francesi, mira a colmare questa lacuna. I materiali sono organizzati per questioni tematiche: alcune s’imponevano da sé – territorio, politica, società, economia, cultura, religione –, altre invece – controrivoluzione e insorgenze, città, memoria – sono frutto di scelte interpretative.

L’arco cronologico travalica la congiuntura rivoluzionaria e napoleonica in senso stretto contestualizzandola in una più lunga durata. Nonostante le lacune documentarie e l’eterogeneità della produzione storiografica, è stata privilegiata una visuale ampia, cercando di mantenere una visione unitaria a livello della Penisola, anche grazie all’adozione del dipartimento come ambito territoriale di riferimento.

I fenomeni studiati nelle diverse sezioni sono stati sottoposti a interrogativi comuni: l’età repubblicana e napoleonica costituisce un periodo unitario? Rappresenta per l’Italia, e in che misura, un momento di cesura con il passato e di snodo aperto verso il futuro, il Risorgimento e una società più aperta e secolarizzata? Quali ne sono gli esiti peculiari nella strutturazione del territorio e nella distribuzione geografica dei fenomeni?

In questo Atlante, le carte sono concepite come uno strumento di lavoro passibile di continue integrazioni e miglioramenti, come mezzo per presentare conoscenze acquisite e stimolare nuovi interrogativi. A tal fine, le immagini (carte, diagrammi, grafici) sono associate a testi non puramente descrittivi ma tendenti a collocarle nel contesto storico e storiografico.